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Piramidi di Postalesio

La Riserva:

piramidi postalesio 01La Riserva è ubicata nel gruppo delle Alpi Retiche, in particolare nel tratto che si affaccia sul solco vallivo valtellinese. Per l''individuazione esatta del sito, si puo'' far riferimento ad alcune tra le principali cime esistenti: Poggio Cavallo (h 2.557 m s.l.m.), Monte Pizzo Bello (h 2.743 m s.l.m.), Sasso Bianco (h 2.490 m s.l.m.), Monte Caldenno (h 2.669 m s.l.m.) e Monte Arcoglio (h 2.459 m s.l.m.).

L''area, sul versante solivo della media Valtellina in un ambito compreso tra i 700 e gli 800 metri di altitudine in località "Il Prato", é costituita da un piccolo deposito morenico con detriti di diversa dimensione. Proprio qui si manifesta il fenomeno delle "Piramidi di terra". L''esistenza delle vallecole scavate tra le piramidi crea un particolare microclima che permette lo sviluppo di un fitto bosco con la presenza contemporanea di specie di climi freddi, tra cui larice, abete rosso, abete bianco, pino silvestre; accanto a specie che prediligono climi più caldi.

La Regione Lombardia, vista la particolarità e la rarità del fenomeno, ha istituito nel 1983 con la Legge R. n° 86 "La Riserva Naturale delle Piramidi di Postalesio" allo scopo di tutelarne la naturale evoluzione ed evitare che comportamenti irrispettuosi dell''uomo potessero comprometterne il fascino.

Oltre alle 7 Piramidi principali, è possibile osservare anche nuove Piramidi in fase di formazione e vi sono esempi di depositi morenici che preludono alla formazione di altre Piramidi. Inoltre numerosi massi affioranti dal terreno, che in un futuro prossimo potranno fungere da "Cappello" di nuove Piramidi.

 Le Piramidi:

piramidi postalesio 02Il fenomeno delle "Piramide di erosione" localmente sono chiamate "Pilun", e si manifesta solo in concomitanza e in combinazione di una serie di fattori geologici, ambientali, climatici, eccetera, particolari.
La prima azione di erosiva è esercitata dall''acqua piovana che cadendo, erode e sgretola il terreno costituto da detriti lasciando integri soltanto i massi compatti. Si assiste così alla"nascita" di queste colonne sormontate da massi di diverse dimensioni. Detto processo è tutt'' oggi attivo, infatti accanto a quelle esistenti si possono scorgere alcune formazioni allo stadio iniziale.

A seconda della regione alpina in cui si è manifestato, il fenomeno è chiamato in modi diverso. Si passa dai termini più usuali di piramidi di terra, piramidi naturali, piramidi d''erosione, a quelli più fantasiosi e pittoreschi di Piramidi delle Fate, Madamigelle, Omeni, Funghi di Terra, Demoiselles coiffees, Testimoni, Pilastri, eccetera. Spesso tali formazioni sono, infatti, collegate a leggende e favole locali che vedono in quelle diafane e curiose strutture fate o dame pietrificate da sortilegi e magie.

Principalmente il sito è composto da 7 Piramidi e ogniuna con le proprie caratteristiche peculiari che le rendono estremamente diverse l''una dall''altra. Sono alte più di 10 metri e si presentano all''occhio dell''osservatore sormontate da grossi massi di roccia del peso, talora, di diverse tonnellate. Per conoscere la loro storia bisogna risalire all''ultima glaciazione che, durante la fase di regresso, ha lasciato nelle valli alpine consistenti depositi morenici.

La flora 

fiore1E'' opportuno, innanzitutto, sottolineare come tutto il territorio comunale di Postalesio goda di uno stato di privilegio in quanto le forme del pesaggio antropizzato non si sono imposte con violenza su quello naturale. Il paese ha continuato la sua lenta e limitata espansione consolidando i luoghi dai quali si e'' venuto a formare e rispettando quel paesaggio agricolo dal quale per molti secoli ha tratto il proprio sostentamento.

fiore3Qui, la natura, in molti luoghi conserva il suo manto verde, la sua ricchezza di fiori, le preziose erbe curative e anche il patrimonio culturale, fatto di tradizioni, leggende e costumi.

La Valtellina è sinonimo di natura, di ambienti incontaminati, di oasi di pace dove ancora è possibile immergersi nella vita della Terra e sentirne pulsare i battiti, ascoltarne il silenzio, perdersi nei suoi profumi e rimanere abbagliati dai suoi colori intensi.

La riserva naturale "Piramidi di Postalesio" ricca di vita animale e vegetale tipica della zona, con rigogliosi boschi di faggi, pioppi, frassini ed abeti ben nascosti nell''umida forra che ospita le Piramidi, lasciando il posto al pino Silvestre ed al castagno nei terreni più soleggiati.

fiore4Il territorio compreso nei confini della Riserva "Piramidi di Postalesio" risulta situato in un ambito altitudinale compreso tra i 590 i 1000 metri sul livello del mare. Esso e'' posto sul versante solivo della Valtellina alla confluenza tra questa e la valle di Postalesio.

Le raccolte e notazioni floristiche hanno portato alla segnalazione di 211 specie diverse presenti nel territorio della Riserva naturale. Tale numero, per passibile di un modesto incremento, costituisce indubbiamente un campione rappresentante della situazione floristica esistente.

La flora presente, pur non avendo elementi di unicità o rarità assolute, testimonia il buono stato di conservazione naturalistica dell''area protetta.

 Le specie protette: 

  • Anemone nemorosa
  • Campanula patula
  • Campanula persicifolia
  • Campanula rapunculoides
  • Campanula cenisia
  • Campanula spicata
  • Daphne mezereum
  • Dianthus carthusianorum
  • Epipactis helleborine
  • Rhododendron ferrugineum
  • Saxifraga cuneifolia
  • Rubus idaeus
  • Fragaria vesca
  • Vaccinium myrtillus

La fauna

La Valtellina è sinonimo di natura, di ambienti incontaminati, di oasi di pace dove ancora è possibile immergersi nella vita della Terra e sentirne pulsare i battiti, ascoltarne il silenzio, perdersi nei suoi profumi e incontrare gli animali selvatici. La Valtellina, inoltre, per la particolarità della sua posizione geografica e del suo clima, vanta una grande varietà di specie faunistiche.

Il valore naturalistico e ambientale della "Riserva Naturale delle Piramidi" è a tutela della zona interessata, che salvaguarda habitat e specie animali e vegetali di particolare rilevanza a livello nazionale.

La fauna mammifera, in questa riserva, è costituita da camosci, stambecchi, cervi, scoiattoli e lepri; e di una vasta avifauna con varie speci tipiche dei boschi alpini.

Alcune speci presenti nella Riserva:

camoscioIn Valtellina il CAMOSCIO è frequente nel Livignasco e trova un habitat molto adatto in tutto il Bormiese, in val d''Eita e in val di Sacco.
Per il resto della Valtellina. in zone meno impervie, l''animale è presente soprattutto là dove è difeso dai cacciatori e cioè nei territori di Belviso, Carona, Bondone, dove esiste la riserva e nella zona di protezione tra Albosaggia e Caiolo. Dalla bandita della valle del Livrio i Camosci passano nelle valli orobiche più a Sud (val Cervia, val Madre, ecc.), selvagge e scoscese, arrivando talvolta fino alla val di Tartano e alla val Gerola.

 

 

 

 

stambeccoLo STAMBECCO era presente sino al secolo scorso sulle alte giogaie alpine, ma poi fu ovunque sterminato su tutte le Alpi, a eccezione del massiccio del Gran Paradiso, ove fu salvato soprattutto grazie all''opera del benemerito Parco Nazionale. Attualmente tutti gli stambecchi esistenti nell''intera cerchia alpina, anche in Svizzera, in Francia e in Austria, provengono da capi introdotti direttamente o indirettamente dal Gran Paradiso.

 

 

 

 

 

lepre

La LEPRE alpina è ben nota per la variabilità stagionale del manto, grigiastro in estate, candido o grigio pallido d''inverno. La muta del pelo è legata a un fenomeno di adattamento alle rigide condizioni ambientali, nonché di mimetismo, sulla neve, ciò che consente all''animale di sfuggire alla vista dei predatori. Benché la caccia di frodo mieta molte vittime, l''animale è ancora abbastanza frequente in provincia e in particolare nel Bormiese e in val Malenco: quest''ultima valle anzi, rappresenta l''habitat ideale per la Lepre bianca.

 

 

 

 

scoiattolo

Lo SCOIATTOLO è diffuso un po'' ovunque nei boschi, ma non oltrepassa mai il limite della vegetazione arborea. Si nutre di sostanze vegetali, particolarmente di semi di Conifere. Ha l''abitudine di farsi dei magazzeni di cibo in buche del terreno o cavità degli alberi. Risente moltissimo del diboscamento.