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Baitone alpeggio Colina

alpe_colinaL''Alpe Colina e'' situata all''estremo nord del territorio comunale di Postalesio, nel circo glaciale costituente la testa del bacino imbrifero del torrente Bocco, affluente di destra del fiume Adda. I limiti orografici di tale anfiteatro vanno dal Capin-Monte Colina (2.441m) ad est al Monte Arcoglio (2.453 m) ad ovest, attraverso le cime del Monte Caldenno (2.668 m) e del Sasso Bianco (2.445 m).

La morfologia dei versanti, di esposizione prevalente a sud est, e'' quella tipica glaciale, con una zona centrale a pendenza piu'' mite, in parte occupata dal lago Colina (fig.1), e perdici a mano a mano piu'' ripide con l''aumentare della quota. Sono presenti estese aree sassose e di affioramenti rocciosi, piu'' diffuse al di sopra del bacino di Colina, derivanti dallo scoprimento delle sottostanti morene oppure costituite da antichi materiali di crollo. Alcune delle vallecole laterali sono interessate da fenomeni erosivi superficiali dovuti al libero scorrimento delle acque di precipitazione. I suoi sono assai ricchi in scheletro e generalmente permeabili e poco profondi, di maggiore spessore soltanto nelle zone a lieve pendenza.

 

L''alpeggio ultimamente ha subito vari interveti, dalla viabilita'', al cotico, ai fabbricati ed alle infrastrutture (fig.2). Oltre a migliorare le condizioni generali della zona, tali opere permettono un aumento del carico di bestiame e conseguentemente della produzione casearia, con la possibilita'' di incrementare anche il numero del personale addetto .

Gli interventi effetuati e proposti interessano l''Alpe nel suo complesso, allo scopo di poter mantenere e nel contempo migliorare le attivita'' pastorali esistenti per agevolare così la produzione di latticini (fig.3). L''esistenza e l''efficienza di tutte le strutture utili per una corretta gestione dell''Alpe Colina e'' inoltre indispensabile per garantire, attraverso una costante e attenta presenza umana, la tutela e la conservazione di un ambiente eco-faunistico delicato e complesso come quello di quota.

calluna vulgarisLa vegetazione erbacea del pascolo appartiene per la maggior parte all''ordine caricetalia curvulae, con aspetti diversi sopratutto secondo il tipo di substrato e l''intensita'' del pascolamento. In generale il cotico si presenta continuo, di discreta qualita'' e sufficiente produttivita''.

Sulle quote piu'' alte, su suoli nettamente acidi, si trovano tratti a dominanza di Carex curvula conTrifolium alpinum, Hieracium sp. e Leontodon sp.; nei tratti piu'' intensamente pascolari in queste formazioni entra in abbondanza il Nardo (Nardus stricta), specie non appetita dal bestiame e di scarso valore foraggero. A quote piu'' basse la vegetazione dominante appartiene all''associazione del Nardetum alpigenum, con vari sottotipi in funzione del grado della specie dominante, il Nardo, con altre di maggior valore, quali Trifolium alpinum, Poa alpina e Festuca rubra.

carex curvulaDove il bestiame permane piu'' a lungo si verifica spesso un eccesso di sostanza organica, con la comparsa di gruppi anche estesi di vegetazione nitrofila di bassa qualita'' foraggera, ascrivibile all''associazione del Rumicetum alpinina dominanza di Senecio alpinum e Aconitum napellus.

Le zone piu'' aride e non piu'' pascolate sono occupate da un denso cotico di Festica sp. con abbondante ingressione di Nardo e di gruppi di Calluna vulgaris.

Nelle aree pascolate salturiamente si assiste all''ingressione di un basso cespuglieto a rododendro, gineproe mirtillo che, in gruppi talora anche densi, e gia'' presente nelle zone piu'' sassose, dove il cotico erboso e'' assai rado e stentato. Ai limiti inferiori del pascolo si stanno diffondendo larici e , in misura minore, abeti rossi a partire dai margini dei sottostanti boschi. Gruppi di larici sono presenti anche su alcuni dei cordoni morenici.